Vaccini: dati confortanti anche per variante Delta

L’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha diffuso l’aggiornamento del bollettino epidemiologico, che mostra l’efficacia dei vaccini anche contro la temibile variante Delta. Il contagio si diffonde e si propaga soprattutto tra i non vaccinati. I vaccinati contagiati rasentano numeri bassissimi.

La vaccinazione completa, doppia dose per Pfizer, Moderna e Astrazeneca, singola dose per Johnson & Johnson, protegge dal rischio di infezione nell’88,5 % dei casi e dal rischio di ospedalizzazione nel 94,6% dei casi.

Previene il ricovero in terapia intensiva nel 97,3% dei casi e la morte nel 95.8%. Dati incoraggianti, che lasciano ben sperare.

La differenza tra chi si è sottoposto al vaccino e chi no è ancora più marcata se si analizzano i dati per fascia d’età.

Nell’ultimo mese il 36% delle infezioni, l’81% dei ricoveri in terapia intensiva, il 50% delle ospedalizzazioni e il 66% dei decessi, sono avvenuti tra coloro che non si erano vaccinati e che avevano più di 80 anni.

Ritornando al discorso vaccinazione, il ciclo incompleto previene i ricoveri nell’88,1% dei casi, a differenza di quello completo che come abbiamo visto precedentemente raggiunge quota 97,3%.

Stessa differenza per quanto riguarda i decessi. Il ciclo incompleto protegge dal rischio di morte nel 79% dei casi mentre raggiunge quota 95,6% il ciclo completo.

La variante Delta intanto si espande a vista d’occhio, costringendo numerosi leader di governo ad adottare misure restrittive.
Il rischio lockdown è un lontano ricordo o potrebbe tornare in auge?

Fabiano Daniele
Italia e Mondo news
Mappa