‘Clean Car’: clonavano auto e documenti, arrestati

Stamane all’alba, la Compagnia Carabinieri di Francavilla Fontana in 3 località delle province di Brindisi e Taranto, ha arrestato 3 indagati (1 in carcere, 1 ai domiciliari, 1 con obbligo di dimora), 2 dei quali già censiti penalmente, ritenuti responsabili dei reati di riciclaggio e ricettazione in concorso, truffa, uso di atto falso in relazione alla falsità materiale commessa da privato e da pubblico ufficiale in atti pubblici, possesso e fabbricazione di documenti d’identificazione falsi.

L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Brindisi, Maurizio Saso, a seguito dell’attività d’indagine, denominata ‘Clean Car’,condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Francavilla Fontana tra settembre 2018 e ottobre 2020, avviata a seguito di una denuncia presentata da una donna che ha riferito di aver scoperto che l’autovettura di sua proprietà risultava intestata ad una terza persona, precisando nella circostanza di non aver venduto il veicolo a nessuno e di non conoscere il nuovo proprietario del mezzo.

Le successive indagini condotte, dirette dal sostituto procuratore della Repubblica di Brindisi, Francesco Carluccio, hanno quindi consentito di:
a.  accertare come, effettivamente, sul territorio nazionale, circolasse un clone dell’autovettura della denunciante, alla stessa identica per modello, colore, targa e telaio;

b.  accertare la contraffazione del telaio, delle targhe e della carta di circolazione di tale clone. In particolare, la carta di circolazione è risultata fare parte di un intero stock di carte in bianco provento di furto avvenuto nel 2004, in danno della Motorizzazione Civile di Enna;

c.   individuare il numero di telaio realmente corrispondente al veicolo clone, accertando come tale veicolo fosse provento di furto denunciato a Fasano (BR) ad aprile 2018;

d.  comprendere come, per consentire la commercializzazione apparentemente lecita del clone, fosse stato messo in scena un finto trasferimento di proprietà, avvenuto, tra l’indagato ora in carcere, curatore della vendita del veicolo e l’acquirente dello stesso, in un’agenzia di pratiche auto di San Pancrazio Salentino (BR);

e.   accertare la conoscenza e la presumibile collaborazione del titolare di citata agenzia di pratiche auto, sottoposto agli arresti domiciliari nella sua abitazione, con l’autore del reato, tanto che il primo aveva apposto la propria firma in segno di autentica della sottoscrizione del venditore del veicolo originale, ossia la denunciante, in realtà totalmente inconsapevole di ciò che stava accadendo.

Successive indagini sui soggetti coinvolti hanno permesso di accertare ulteriori analoghi fatti, in relazione al riciclaggio di altri veicoli, operazioni nelle quali è risultato coinvolto anche il titolare di una concessionaria di auto usate di Tuturano (BR), sottoposto all’obbligo di dimora, reo di avere avviato, con artifizi e raggiri, trattative commerciali con acquirenti, inconsapevoli del vizio di natura illecita.

Nel corso delle investigazioni sono quindi stati individuati e sequestrati 3 veicoli, tutti provento di furti, avvenuti nelle province di Brindisi, Taranto e Napoli, nonché i relativi documenti di circolazione, provento del citato furto avvenuto a Enna.

dal Salento news Puglia
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