A Cerignola coprifuoco ‘a zona’ dalle 21

Con un’ordinanza ieri la Commissione Straordinaria ha disposto: la perimetrazione dei luoghi di maggiore assembramento dove da oggi  non è più possibile fare serata.

Scatta il coprifuoco anche a Cerignola dove, per decisione della commissione straordinaria, è ora fatto divieto di stazionamento per le persone, dalle 21 alle 05.

Il divieto riguarda però solo Piazza Matteotti, viale Roosevelt, piazza della Repubblica, zona Mezzaluna e villa Comunale, individuate dai commissari come “aree con elevata concentrazione di pubblici esercizi che di fatto favoriscono e incentivano la presenza concomitante di un numero tanto elevato di persone da rendere estremamente difficile il rispetto del distanziamento sociale e da scongiurare situazioni di assembramento” come si legge nell’ordinanza ispirata da “un’analisi dei dati finora raccolti, sia dall’Autorità di P.S. che dalla Polizia Municipale, nell’azione di prevenzione e repressione delle violazioni in materia di lotta alla diffusione pandemica, aventi ad oggetto oltre alle predette violazioni anche le segnalazioni pervenute da cittadini”.

Chiusi dalle 21 alle 5 di tutti i giorni nelle segnalate zone anche i distributori automatici di bevande e alimenti, restano invece in funzione i bagni pubblici in viale Giuseppe di Vittorio poiché resta concesso l’attraversamento di tali vie per l’accesso alle abitazioni private e agli esercizi commerciali legittimamente aperti.

Restano fuori dall’ordinanza zone centrali come piazza Domo, zona Convento e piazze periferiche comunque già frequentate da giovani e famiglie e che ora rischiano di essere i nuovi punti di assembramento, alla cittadinanza la raccomandazione “a limitare i propri spostamenti a comprovate esigenze lavorative o a situazioni di reale necessità fatti salvi tutti gli spostamenti necessitati da motivi di salute”. 

I commissari si riservano ulteriori valutazioni conseguenti all’evolversi della situazione emergenziale e ricordano che la mancata osservanza di questa ordinanza, come per le altre ad oggi emanate allo stesso fine, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 1.000 euro (pagamento in misura ridotta di 280 euro).

dalla Capitanata news Puglia
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